MUSEO ETNOGRAFICO • MUSEO DELL’ADIGE

MUSEO ETNOGRAFICO MUSEO DELL’ADIGE

LAVORO E TRADIZIONI

All’interno della Pieve Romanica si trova il museo etnografico “Lavoro e tradizioni lungo il fiume Adige”. Attraverso l’esposizione di documenti ed oggetti, esso testimonia il profondo legame esistente tra l’Adige e la popolazione locale, legame che in passato ha segnato le abitudini, i mestieri e le attività delle comunità sorte vicino al fiume.

Con lo sviluppo industriale e con il modificarsi delle attività artigianali e commerciali, il mondo legato alla cultura del fiume è andato poco a poco scomparendo, rischiando di venire dimenticato: non esistono più i mulini, nè le barche che ne seguivano il corso o lo attraversavano per collegare una riva all’altra e neppure tutte le piccole attività domestiche che venivano svolte quotidianamente accanto al fiume.

Il museo si pone quindi come ponte tra passato e presente, poiché custodisce tale patrimonio, e riproponendolo in chiave educativa e didattica ne sottolinea il valore culturale .

MUSEO ETNOGRAFICO MUSEO DELL’ADIGE

L’esposizione è suddivisa in quattro sezioni: la navigazione, la molitura, le attività artigianali e domestiche e l’agricoltura. La prima sezione descrive l’utilizzo delle barche, la loro costruzione e lo sviluppo del commercio fluviale .

Nella seconda sezione, attraverso modellini e disegni, viene rappresentata l’attività di molitura dei cereali per mezzo dei mulini presenti lungo il fiume fino a qualche decennio fa. La terza sezione illustra alcune attività artigianali che si esercitavano lungo le rive dell’Adige, la pratica della pesca e l’uso dell’acqua nelle attività domestiche.

L’ultima sezione descrive il lavoro nei campi e lo sviluppo dell’attività agricola, grazie anche all’utilizzo di speciali sistemi di irrigazione che permettevano di raccogliere l’acqua del fiume per mezzo di ruote idrovore e di trasportarla ai campi attraverso complesse canalizzazioni.

Ogni sezione è documentata con oggetti o arnesi recuperati sul posto, modellini in scala, fotografie, schemi e disegni. Da ricordare è l’esposizione in scala reale di un “batel”, un’imbarcazione costruita nel 1890 da un carpentiere locale e più volte usata sull’Adige.

Il museo di Pescantina è curato da appassionati di storia del territorio che, guidati dal prof. Conati, hanno raccoIto negli anni gli oggetti esposti, hanno stilato tabelle e schemi ed hanno provveduto, con l’ausilio di esperti e con il contributo della Parrocchia e dell’Amministrazione Comunale, a sistemare l’edificio e ad allestire il museo.